Ama la lentezza del divenire dell’opera ma la stessa lentezza è per lui, rigoroso nelle sue scelte, anche un metodo che gli consente una grande riflessione intellettuale che nulla ha a che fare con molte attuali pretestuose intellettualizzazioni del ” fare arte”. Una lentezza quasi anarchica, controcorrente ma necessaria, come a volte il dolore.
Raffaella Citterio